Nell’apprendere della grave aggressione fisica subita dal personale del treno Frecciarossa 8820 nella giornata di lunedì 15/06/2026, avvenuta a bordo con richiesta di soccorsi e interruzione del servizio presso la Stazione di Reggio Emilia, la FILT CGIL esprime vicinanza ai colleghi coinvolti e forte preoccupazione e condanna per il ripetersi di episodi di violenza ai danni di lavoratrici e lavoratori del settore nella nostra regione.
Per il Segretario Generale della FILT CGIL Emilia-Romagna Adriano Montorsi “è inaccettabile la rappresentazione, avanzata dal Gruppo FS, secondo cui «le cose negli ultimi mesi vanno meglio». I fenomeni di escalation violenta a bordo treno si verificano con continuità su tutti i prodotti (trasporto regionale, media/lunga percorrenza, Intercity e Alta Velocità) e non possono essere sottovalutati”.
Il personale segnala da tempo criticità particolari sulla tratta Bologna–Piacenza, con rilevanti tensioni nelle stazioni di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. È evidente che l’incremento dei presidi e dei filtri di controllo non può essere concentrato solo nelle stazioni principali, ma deve essere esteso anche alle stazioni di medie dimensioni, dove la presenza di personale e strumenti di prevenzione risulta insufficiente.
Dopo il tavolo sulla sicurezza ferroviaria convocato presso la Prefettura di Bologna l’8 giugno scorso, la FILT CGIL chiede che il confronto istituzionale prosegua con concretezza e urgenza. Pur riconoscendo l’importanza delle iniziative che FER e la Regione Emilia-Romagna stanno predisponendo, dei controlli straordinari e delle attività ad alto impatto realizzate dalle Forze dell’Ordine — soprattutto a Bologna Centrale e Rimini — permangono criticità sulla tempestività degli interventi, sulla presenza stabile della Polfer nei presidi di stazione e sull’adeguatezza delle risorse dedicate alle stazioni medio/piccole.
Per Montorsi “la sicurezza del personale è non negoziabile: serve un progetto organico e strutturale da parte del Gruppo FSI che tuteli la salute e l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori, sia a Bologna Centrale sia nelle stazioni di tutta la regione”.
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