Il documento di FILT CGIL, FIT CISL, UILTrasporti e ORSA dell'Emilia-Romagna sulla manutenzione treni inviato il 23 febbraio 2026 a Istituzioni regionali e Aziende.
Negli ultimi piani per la manutenzione dei rotabili, Trenitalia ha dichiarato internalizzazioni di lavoro per ciò che riguarda la manutenzione ciclica dei Mezzi Leggeri elettrici delle varie divisioni di trasporto regionale, in particolare Rock e Pop.
Questi rotabili sono trai i pochi che vedono la manutenzione non esternalizzata ad aziende private, a differenza di quanto accade, per esempio, ai treni della flotta Alta Velocità.
Le evidenze del lavoro svolto in questi anni dall’OMC Trenitalia di Bologna
L’ OMC (Officina Manutenzione Ciclica) di Trenitalia di Bologna è stata la prima Officina in Italia ad avviare la manutenzione ciclica dei treni Rock (della flotta Trenitalia Tper), occupandosi del primo step manutentivo di secondo livello (VIS).
L’Officina ha dimostrato oggettivamente in questi anni di riuscire ad eseguire il processo manutentivo con tempi di attraversamento assolutamente competitivi e sfidanti rispetto alle aziende private.
Anche questo aspetto, insieme a tutto il know-how del personale impegnato nelle attività manutentive, ha contribuito a mantenere il servizio del trasporto ferroviario in Emilia-Romagna efficiente e puntuale.
Una valorizzazione del sito ottenuta attraverso l’impegno di lavoratrici e lavoratori e di una articolata lotta sindacale.
L’evidenza degli ultimi incontri nazionali e territoriali è che la società Trenitalia non intende più puntare sull’Officina di Bologna – e della Regione - per la continuità manutentiva dei suoi convogli.
La RO, Revisione Ordinaria (secondo step manutentivo dopo la VIS), dei rotabili Rock di Trenitalia Tper non verrà, pare, effettuata in OMC Bologna, in quanto non vi è evidenza degli investimenti necessari per tale attività che verrà, quindi, delocalizzata presumibilmente in altre regioni.
Il mancato rispetto degli accordi sull'OMCL Trenitalia di Rimini
Uno scenario analogo si ripete, in modo ancora più preoccupante, presso l'Officina Manutenzione Ciclica Locomotive (ex OGR) di Rimini.
A partire dall'accordo del luglio 2019, sottoscritto tra le Organizzazioni sindacali regionali, le RSU e Trenitalia, era stato definito un percorso chiaro: investimenti infrastrutturali mirati alla riconversione dello stabilimento, con l'obiettivo di avviare una linea manutentiva su nuovi rotabili a composizione bloccata, compensando il progressivo esaurimento della manutenzione sui locomotori diesel. Quell'accordo non è rimasto isolato: è stato ribadito e rafforzato nel verbale sottoscritto in Prefettura a Bologna nel maggio 2022 e confermato nell'incontro presso la sede della Regione Emilia-Romagna nel maggio 2023, dove Trenitalia stessa aveva presentato un piano di sviluppo che prevedeva la valorizzazione dell’impianto bolognese e la continuità produttiva dello stabilimento riminese con la riconversione delle lavorazioni diesel e il mantenimento di tutti i livelli occupazionali.
A distanza di anni da quegli impegni, nessuno degli investimenti previsti a Rimini ha mai avuto avvio, nemmeno parzialmente. I livelli occupazionali si sono progressivamente ridotti, il turnover non è più garantito e l'azienda non ha saputo presentare alcun progetto adeguato per il futuro del sito. Nel dicembre 2025 le Organizzazioni sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazione, avviato le procedure di raffreddamento — concluse con esito negativo — e proclamato una prima azione di sciopero per il 5 febbraio 2026. Da ultimo, si è appreso che Trenitalia starebbe sondando informalmente possibili trasferimenti di personale da Rimini verso altri impianti: l'ennesima conferma di una strategia di progressivo smantellamento.
Eppure anche Rimini, esattamente come Bologna, rappresenta un asset strategico che non può essere disperso. Lo stabilimento possiede un know-how consolidato, competenze tecniche specifiche e una posizione geografica che lo rende complementare all'OMC di Bologna.
Investimenti sulla manutenzione rotabili per un lavoro e un servizio ferroviario di qualità in Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna ha investito ingenti somme per il rinnovo della flotta del trasporto regionale e per le relative infrastrutture.
Una regione improntata alla sostenibilità e alla transazione ecologica non può permettere che la manutenzione dei suoi treni si faccia altrove quando l’Officina OMC Bologna è posizionata, in modo “opportunamente strategico”, nello stesso sito dove è presente un’officina di primo livello di Trenitalia Tper che fa la “manutenzione corrente” (per intenderci equivale alla manutenzione quotidiana) e dove i due importanti siti manutentivi (primo e secondo livello) hanno già intrapreso una perfetta sinergia che ha portato a risultati eccellenti.
Solo grazie a investimenti sui capannoni già esistenti - ma attualmente non utilizzati - nel sito industriale di via del Lazzaretto, sarebbe possibile avere la continuità manutentiva sui convogli della Regione.
Inoltre, un sistema manutentivo integrato e sinergico tra i due siti regionali (Bologna e Rimini) consentirebbe di presidiare l'intera filiera della manutenzione ciclica in Emilia-Romagna: Bologna come polo per i mezzi leggeri elettrici della flotta del trasporto regionale, Rimini come sito di riconversione e supporto, con lavorazioni, oltre a quelle già presenti (vedi ad esempio diesel e treni turistici/storici) complementari che valorizzino le competenze già presenti.
La sinergia tra Bologna e Rimini non è un'ipotesi astratta: è una scelta industriale razionale, sostenibile, che richiederebbe investimenti mirati — anche solo sui capannoni esistenti e sottoutilizzati — per diventare pienamente operativa.
Rinunciarvi significa non solo tradire impegni sottoscritti in sede istituzionale, ma sprecare risorse pubbliche, disperdere competenze e indebolire la capacità manutentiva di una regione che ha investito ingenti somme nel rinnovo della propria flotta ferroviaria.
È incomprensibile come a livello societario non sia stata valorizzata e giudicata positivamente l’opportunità strategica, e sostenibile, di possedere all’interno della stessa regione gli impianti manutentivi di primo e secondo livello progettando un’organizzazione che preveda l’intera manutenzione della flotta dell’Emilia-Romagna.
Tutta questa macchina manutentiva non si può fermare.
Visto quanto condiviso nell’incontro presso la Prefettura di Rimini dello scorso 5 febbraio, le scriventi Segreterie regionali rimangono quindi in attesa di opportuna convocazione da parte della Regione per avviare un confronto specifico in sede istituzionale.
FILT CGIL, FIT CISL, UILTrasporti e ORSA dell'Emilia-Romagna
-----
Su argomenti analoghi, leggi:
02/02/2026 - No alla chiusura delle OGR di Rimini! 5 febbraio lavoratori in sciopero
